Linea 77 nella compilation "Nightpieces 5"
Scritto da Administrator   
Wednesday 23 July 2008 21:00
La "sala prove/etichetta discografica/sala da concerti/scuola di musica/studio di registrazione" in cui iniziammo a suonare insieme come Linea 77 si chiamava Dracma, e fu in quelle stanze che, nel 1998, uno dei soci fondatori, Carlo Ortolano, mise su nastro il nostro primo album: "Too Much Happiness Makes Kids Paranoid". Per festeggiare i vent'anni di vita e di attività dell'etichetta è appena stata pubblicata la compilation "Nightpieces 5", un doppio cd a cui contribuiamo con un nostro vecchio brano, registrato prima del millennium bug, dal titolo Liquid Subdual.

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 23 July 2008 21:36 )
 
Sostieni la campagna "Hunger Free"
Scritto da Administrator   
Monday 14 July 2008 11:08
Siamo felici di sostenere (e vi chiediamo di fare altrettanto!) Hunger Free, la campagna per il diritto di ogni essere umano a un'adeguata alimentazione promossa da Act!onaid, un'organizzazione internazionale indipendente presente in oltre 40 paesi che, insieme alle comunità più povere, agisce e promuove iniziative contro la povertà e l'ingiustizia. Se vuoi unirti e partecipare alla campagna puoi attivarti online oppure puoi visitare gli stand che saranno presenti all'interno dell'Italia Love Festival di Livorno dal 16 al 19 Luglio. Per maggiori informazioni, clicca qui.

 
Ultimo aggiornamento ( Monday 14 July 2008 11:15 )
 
The sharp sound of blades, il making off è su LastFm
Scritto da Administrator   
Friday 04 July 2008 23:59
Guarda il making off dell'ultimo singolo The sharp sound of blades: on-line in esclusiva su LastFm.
Ultimo aggiornamento ( Saturday 05 July 2008 16:48 )
 
Su Kataweb è online il diario del tour estivo
Scritto da Administrator   
Friday 04 July 2008 13:38

Su Kataweb è online il diario del nostro tour estivo. Immagini, suoni, testi e video raccolti durante le tappe dell' "Horror Vacui Tour". Cliccate qui e andate a leggere come Nitto racconta una giornata per noi speciale: 14 giugno, stadio di Modena, apertura dell'unico concerto italiano dei Rage Against the Machine. To be continued...


Ultimo aggiornamento ( Friday 04 July 2008 13:56 )
 
The sharp sound of blades su MySpace Italia
Scritto da Administrator   
Friday 04 July 2008 13:10

The sharp sound of blades, il nuovo singolo estratto da Horror Vacui, è online nella sezione video di MySpace Italia. Ecco il codice per inserire il video nella vostra pagina web o "space":

 

<a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=37431668">The sharp sound of blades</a><br/><object width="425px" height="360px" ><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="movie" value="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=37431668,t=1,mt=video"/><embed src="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=37431668,t=1,mt=video" width="425" height="360" allowFullScreen="true" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object>

 

Ultimo aggiornamento ( Saturday 05 July 2008 20:56 )
 
Anteprima nuovo video: The sharp sound of blades
Scritto da Administrator   
Monday 30 June 2008 10:10

 In anteprima, nella sezione Extras del sito, la preview di The sharp sound of blades, il nuovo singolo estratto da Horror Vacui. Dietro la macchina da presa: Saku.

 

 
Linea 77 live su Radio Popolare
Scritto da Administrator   
Friday 27 June 2008 14:17
Stasera, alle 21.30 all'interno della trasmissione Patchanka, su Radio PopolareRadio Popolare, andra in onda la registrazione del concerto che abbiamo tenuto al Live Club di Trezzo sull'Adda venerdì 7 marzo. Spegni la tv, accendi la radio.
Ultimo aggiornamento ( Sunday 29 June 2008 21:09 )
 
Non c'è nulla da spiegare, dillo.
Scritto da Emi   
Tuesday 17 June 2008 18:00

A partire da sabato 21 giugno, in anteprima nella sezione Extra del sito, la preview di "The sharp sound of blades", il nuovo singolo estratto da "Horror Vacui". Dietro la macchina da presa: Saku. 

 

"23 gennaio, Torino, tetto del Lingotto, ex-stabilimento Fiat ora riconvertito a centro multifunzionale. Sotto i nostri piedi camere d'albergo e un centro commerciale. Intorno, a circondare lo sguardo, la pista utilizzata fino all'inizio degli anni '80 per il collaudo delle automobili. Un signore sulla quarantina fa jogging in pantaloncini azzurri. Calzini bianchi che fasciano il polpaccio e asciugamano intorno al collo. Nuvole dalla bocca. Due ragazzi, usciti come una vampata dalla loro stanza poco più sotto, uniscono le guance per fare entrare il loro mistero in una foto. Niente di più, sembra un miraggio. Una giornata di vetro, con quel sole invernale che ti scalda solo se ti concentri, che non chiede niente in cambio, un cuscino per lo sguardo che ti lascia l'impressione di vedere le cose come fosse per la prima volta. I miei occhiali, non importa se fuori stagione, sono la cornice de L'enigma di un pomeriggio d'autunno,  il mai visto del già visto. Che felice inganno le cose!: le montagne, i treni in stazione, i tetti che sbuffano calore, la città che si sveglia e si stira sui viali, mugolii di clacson. Eppure sembra la prima volta, eppure è qui, in questo stesso posto, che le cose le ho viste con quattro occhi. E nulla in più è giusto chiedere".

 

Ho sceso milioni di scale

Ho sceso dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale 

 

Foto:Luca Benedet

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 18 June 2008 22:38 )
 
Libera il tuo 5X1000
Scritto da Emi   
Wednesday 11 June 2008 23:41

Come ogni anno, insieme all'estate, arriva il momento di presentare la dichiarazione dei redditi. Per questo 2008 noi Linea 77 abbiamo deciso di destinare il nostro 5 per 1000 a "Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" (per farlo basta inserire il codice fiscale 97116440583 nell'apposito spazio) . Andate a dare un'occhiata al sito www.libera.it per conoscere le attività e la storia dell'associazione, invece, per maggiori informazioni sulla campagna "Libera il tuo 5X1000", scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo oppure chiama il numero 06/69770301.

 p.s: chi è ancora giovane per pagare le tasse o chi, come troppo piace in questo paese, opta per l'evasione totale, sappiate che potete comunque sostenere le iniziative di "Libera" con un versamento sul C/C Postale n° 48182000, intestato a “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, via IV Novembre 98, 00187 Roma.

 

Libera il tuo 5X1000 

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 17 June 2008 18:04 )
 
No more signal...
Scritto da Emi   
Saturday 07 June 2008 18:30

Sabato 31 giugno alle ore 18.00, radio RockFM dopo 18 anni di attività libera e indipendente ha terminato le sue trasmissioni. Dalle 18.01 le sue frequenze, di proprietà del gruppo Mondadori, sono entrate a far parte del network nazionale di Radio 101, mentre tutti i dipendenti risultano ufficialmente disoccupati. Per chi volesse avere più informazioni sulla storia e l’attività della radio vi invitiamo a visitare il sito www.rockfamily.it. Cliccate qui invece per leggere un’interessante analisi sulle “possibili” motivazioni della chiusura e della fine di quest’esperienza. Infine, i protagonisti del breve video che potete vedere qui sotto sono Ariel e Max De Riu, due storici conduttori di RockFM.

 

 

A Radio RockFm non si entrava dalla classica porta sul pianerottolo ma direttamente dall'ascensore, e a me questo è sempre piaciuto. L'impressione era quella di entrare in un organismo vivo e sbuffante, e quel metro quadrato di alluminio e vetro che lentamente si trascinava al primo piano era l'ago della flebo che mi guidava in vena. Aperte le porte, di fronte, illuminata da un neon che sbadigliava luce, sotto un controsoffitto molle e polveroso, una scrivania di legno bianco mi accoglieva come un bivio: vai a sinistra, segui il corridoio, le porte aperte incorniciate in infissi rossi, entra nei polmoni carichi di portacenere, nella sala riunioni, nella stanza dei vinili e dei cd, fai un salto nello stomaco e passa il dito sui mobili della cucina chiazzati di caffè, vai a farti quattro risate nel fegato e attacca post-it colorati nell'ufficio del direttore; oppure vai a destra, supera la porta con la maniglia rossa di plastica, segui l'arteria, svolta a sinistra, depurati nei reni e porta scompiglio nella stanza dell'amministrazione, torna indietro, di nuovo nel flusso, vai dritto, arriva al cervello e al cuore, disperditi negli studi tra le note e le parole degli speaker e lì aspetta, attendi, ascolta. “Mancano 48 ore alla chiusura, all’epilogo, al termine di questa esperienza lunga 18 anni” dice il Tempo già pronto a segnare un’altra scadenza. Ascolta. Prima un sms, poi una mail di saluti, una lettera, quindi una voce che gracchia al telefono. Segnali, ascoltatori, gambe e braccia che escono come zombie dal terreno, entità che diventano segni e poi, con il passare delle ore, con l'avvicinarsi della fine, segni che si trasformano in corpi, in carne. Testimoni, reali, vivi, come quel fattorino peruviano dell'SDA parcheggiato da dopo la fine del secondo turno del venerdì lungo il marciapiede in via Vittor Pisani, con il suo Transit bianco smog, proprio sotto le finestre della radio. In tuta da lavoro, con il portellone laterale aperto e le voci della trasmissione amplificate da casse distorte e strozzate, sorseggiando una birra e lanciando gli occhi come un sorriso nelle finestre della radio, spalancandole. E dopo di lui molti altri, ora dopo ora, lentamente, centinaia, arrivati con ogni mezzo, chi in macchina, chi a piedi, in bici o in treno, multiformi, inclassificabili, un'Arca di Noè zoppicante e umanamente confusa, corpi allenati all’indifferenza e alla legge dei numeri, spettatori di una morte senza più potere ora che come carta assorbente ognuno può portarsene un pezzetto a casa per potersi specchiare. Disadattati sociali, impiegati, famiglie, tassisti, studenti, uomini di Fede, aspiranti scrittori che fanno gli scrittori, industriali, aspiranti musicisti che fanno i musicisti, poliziotti, speranzosi, disillusi, affamati, itterici, radiosi, vaticinanti, esilaranti, innocui, una geografia di sentimenti e ragioni disomogenea e vivace come una nuvola di polline. Tutti lì per assistere a una fine inevitabile, per sbeffeggiare e svuotare di senso quell’oscillare tra desiderio e bisogno che il sadico gesto di una morte prestabilita, programmata ed elargita da una ragione e una cultura economica deforme e caricaturale, poiché impalpabile e immateriale, implicitamente crea. E allora tutti giù, non c’è nulla da fare, niente da reclamare, bisogna scendere in strada, abbandonare la radio e l’artiglieria al suo destino, come imboscati, fuori dalle trincee, disertare, e poi ridere, dei piani industriali, della follia dell’abiezione, ridere, come tanti Bardamu, del capitano che affonda con la sua nave. Evviva la vita!

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 17 June 2008 18:05 )
 
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